26/02/09

Calderone, i Consulenti Lavoro Sono Cultori Della Legalità

Roma, 26 feb. (Labitalia) - I consulenti del lavoro sono “per definizione cultori della legalità e veicolo necessario nella lotta al lavoro nero”. A ribadire il ruolo della categoria è Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro. E, in un’ottica di collaborazione con il ministero del Lavoro e l’Inps, per Calderone, “è stata intrapresa finalmente la giusta strada rispetto alla serie di provvedimenti normativi ‘ad effetto’ emanati negli ultimi anni, che si basavano più su convinzioni teoriche che su effettive analisi”. “Un mix di strumenti da mettere in atto - sottolinea la presidente - impegnerà i consulenti del lavoro per vedere primeggiare quella parte del Paese che si riconosce nel rispetto delle regole”.

Crisi: Jpmorgan Taglia 12.000 Posti Di Lavoro

(AGI/AFP) - New York, 26 feb. - La seconda banca Usa JPMorgan ha annunciato il taglio di 12.000 posti di lavoro, operazione che rientra nell'ambito dell'acquisizione di Washington Mutual. La riduzione dei posti di lavoro consentira' al colosso bancario di risparmiare 1,35 miliardi di dollari e rientra di fatto nel piano di risparmio di due miliardi di dollari entro la fine del 2009. JPMorgan al momento dell'acquisizione aveva circa 228 mila impiegati mentre Washington Mutual, a giugno, 43 mila. .

22/02/09

Concorsi interni e obblighi di correttezza

SEN 22/01/2009 n. 1631 Corte di Cassazione
SEN 23/01/2009 n. 1715 Corte di Cassazione

Nel caso in cui il datore di lavoro, nei procedimenti di selezione per la promozione dei dipendenti, non abbia rispettato i principi di correttezza e buona fede è tenuto a risarcire il lavoratore escluso dei danni per la perdita di chance, quantificabili sulla base del tasso di probabilità che il lavoratore medesimo aveva di risultare vincitore qualora la selezione tra i concorrenti si fosse svolta in modo corretto e trasparente; in tal caso grava sul lavoratore l'onere di provare, pur se solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilità, il nesso causale tra inadempimento e l'evento dannoso, attraverso l'allegazione e la prova di quegli elementi di fatto idonei a far ritenere che il regolare svolgimento della procedura selettiva avrebbe comportato una concreta, effettiva, e non ipotetica, probabilità di vittoria.

Draghi: Camusso, Ad Allarmi Seguano Politiche Per Lavoro

(AGI) - Roma, 21 feb. - "A questi giusti allarmi devono seguire scelte politiche in difesa dei posti di lavoro". E' il commento del segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, alle parole del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. "Soprattutto in un momento come questo - ha spiegato - e' importante tutelare i redditi piu' bassi e difendere il lavoro delle fasce piu' deboli. Ci sono rischi seri e noi crediamo che questa crisi non abbia ancora toccato il suo picco". Il vero problema, ha concluso Camusso, "e' mettere in atto politiche serie e fare cose, non solo annunci".

Incidenti lavoro: puliscono cisterna, intossicati due operai

GENOVA - Due operai sono rimasti intossicati dalle esalazioni a mentre stavano pulendo una cisterna di olio di mais. L'incidente sul lavoro e' avvenuto in una ditta di Calvari, in Val Fontanabuona, in provincia di Genova. I due operai, di 35 e 34 anni, sono stati tratti in salvo da un collega che stava seguendo le operazioni di pulizia. I due non sono in pericolo di vita. (Agr)

21/02/09

LAVORO: PSICOLOGI IN UFFICIO O FABBRICA CONTRO STRESS, PROPOSTA ORDINE LAZIO

Roma, 20 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Psicologi negli uffici, in fabbrica, negli studi e in tutti i luoghi di lavoro per 'misurare' i rischi di stress dei lavoratori e intervenire con ascolto, informazione e prevenzione. Una proposta che si basa anche sulle indicazioni del 'Testo unico per la sicurezza del lavoro' che per la prima volta in Italia ha reso obbligatorio valutare lo stress da lavoro. A chiederlo E' l'Ordine degli psicologi del Lazio che oggi ha organizzato, a Roma, un incontro sulle competenze dello psicologo in tema di sicurezza e lo stress nelle imprese e nelle organizzazioni. Dati recenti indicano che lo stress, dopo mal di schiena e dolori muscolari, e' il sintomo piu' diffuso dei 'malati da lavoro', denunciato dal 23% dei lavoratori europei. E per all'Organizzazione internazionale del Lavoro, ogni anno il 4% del Pil mondiale viene speso per problemi legati a malesseri psico-sociali causati dall'attivita' lavorativa. Il testo unico per la sicurezza del lavoro , "anche se molto innovativo, non prevede in maniera esplicita l'utilizzo dello psicologo come esperto competente per una corretta valutazione del rischio psicosociale", spiega Marialori Zaccaria, presidente dell'Ordine del Lazio sottolineando la necessita' di "favorire la presenza di questa figura nei luoghi di lavoro, per realizzare pienamente gli obiettivi delle nuove norme". Lo psicologo competente "e' infatti di fondamentale importanza - continua Zaccaria - per individuare per tempo i sintomi psicologici e comportamentali di situazioni di disagio psico-sociale legati al 'clima' e all'organizzazione del lavoro". Per Zaccaria, questa figura, nominata accanto al medico competente" "puo' svolgere funzioni di indagine, ascolto, prevenzione, informazione e formazione" per quanto riguarda i rischi di natura psico-sociale.

19/02/09

L'Europa contro il lavoro illegale

Il Parlamento europeo ha approvato formalmente la nuova direttiva che introduce sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano immigrati irregolari nell'Ue. Giro di vite Ue sul lavoro illegale. Con il voto di oggi (552 voti favorevoli, 105 contrari e 34 astensioni) la plenaria dell'Europarlamento, riunita oggi nella “minisessione” di Bruxelles, ha approvato formalmente la nuova direttiva che introduce sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano immigrati irregolari nell'Ue. Lotta senza quartiere contro l’immigrazione clandestina, a cominciare però dagli stessi datori di lavoro che decidano di impiegare cittadini di stati terzi all’Unione europea che soggiornano illegalmente sul territorio dei Ventisette. A scoraggiare l’impiego di immigrati clandestini tre tipi di sanzione: pecuniaria (con l’inclusione dei costi dell’eventuale rimpatrio), amministrativa (ritiro della licenza di esercizio) e, per alcuni casi estremamente gravi, penale. La direttiva, che completa il quadro legislativo composto dalle norme sui rimpatri e sulla "carta blu" (permessi temporanei per l'immigrazione di lavoratori qualificati), sarà applicabile 24 mesi dopo la data di pubblicazione ufficiale. Il testo di oggi, negoziato dal relatore Claudio Fava (Sd-Pse) con il Consiglio e già fatto oggetto di una prima votazione il 4 febbraio, riequilibra in gran parte alcune formulazioni precedenti che rischiavano di risultare punitive non solo per i datori di lavoro, ma anche per i lavoratori immigrati irregolari sfruttati e mal pagati, che rischiavano di essere espulsi da un giorno all'altro, al momento dell'individuazione del reato, senza nemmeno poter recuperare la remunerazione ancora dovuta. Il compromesso approvato prevede che i clandestini possano ottenere, in certe condizioni, un permesso di soggiorno temporaneo (quando sono minori, se sono stati gravemente sfruttati, se sono stati vittime di tratta di esseri umani etc.), anche per poter collaborare con la giustizia nel perseguimento dei reati del loro datore di lavoro. Inoltre il testo di oggi prevede il pagamento di tutti gli arretrati della remunerazione del lavoratore immigrato irregolare alle condizioni legali vigenti. "Neanche un centesimo in meno dei lavoratori regolari che svolgono le stesse mansioni – ha sottolineato Fava. Procedure che saranno attivate automaticamente, senza bisogno della richiesta del lavoratore clandestino.
Trattamento più blando infine per i datori di lavoro di immigrati clandestini per servizi domestici (come le 'badanti'), a meno di casi di sfruttamento grave. Il testo di oggi è stato poi integrato da una dichiarazione comune con il Consiglio che lasci aperta la strada a sanzioni simili per punire anche le imprese titolari di subappalti. Un ultimo scoglio che il relatore dell’assemblea ha dovuto superare nel suo negoziato con il Consiglio è stata la reticenza di molti stati membri ad accettare la concessione del soggiorno temporaneo ai clandestini 'liberati' dallo sfruttamento del datore di lavoro in nero. Al contrario molte capitali avrebbero preferito adottare la recente direttiva sui rimpatri che renderebbe inammissibili questi permessi temporanei. Il Parlamento europeo, tuttavia, ha tenuto duro, minacciando di non approvare il compromesso se non avesse previsto i permessi di soggiorno temporanei, e alla fine ha vinto.