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Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (Sent. n. 28170/2008) hanno stabilito che i praticanti avvocati, non ammessi al patrocinio, possono essere dipendenti pubblici o privati, full time. Gli Ermellini hanno infatti chiarito che “trattandosi di preclusioni volte a garantire l’autonomo ed indipendente svolgimento del mandato professionale, le incompatibilità di cui all’art. 3 del RDL n. 1578/1933 non si applicano ai praticanti non ammessi al patrocinio, che possono di conseguenza essere iscritti nell’apposito Registro Speciale anche se legati da un rapporto di lavoro con soggetti pubblici o privati”.
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